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Cosa blocca i governi che abbandonano Windows e Office per Linux

Da Monaco di Baviera allo Schleswig-Holstein e alla Gendarmeria francese: perché nel passaggio da Windows a Linux nella PA pesano macro VBA, XML e domini.

Terminale di amministrazione con codice XML OpenDocument e configurazione LDAP in un centro dati governativo

Quando nel 2006 Monaco di Baviera ha censito i propri uffici, ha trovato 13.700 modelli di documento diversi.

Sostituire il kernel di un sistema operativo o un editor di testo su decine di migliaia di scrivanie pubbliche non è la parte difficile di una migrazione informatica. Quando nel 2006 il comune di Monaco di Baviera ha radiografato i propri uffici per il progetto LiMux, si è trovato davanti a 13.700 modelli di documento diversi, quasi uno per dipendente, intrecciati a macro proprietarie e a 300 software amministrativi verticali.[1][2] Chi pianifica la transizione partendo dal sistema operativo si scontra con vent'anni di debito tecnico stratificato; chi invece disaccoppia prima i formati documentali, le API di automazione e i servizi di directory riesce a portare sull'open source oltre 100.000 postazioni, come ha fatto la Gendarmerie nationale francese.[3]
Flotta GendBuntu in Francia
103.164 PC
Il 97% delle stazioni della Gendarmerie nationale gira su Linux nel 2024[3]
Template censiti a Monaco
13.700 modelli
Modelli di documento accumulati dagli uffici comunali prima di WollMux[1]
Piano Schleswig-Holstein
30.000 utenti
Dipendenti pubblici coinvolti nel passaggio a LibreOffice e Linux del 2024[4]

L'iceberg dei modelli e delle macro VBA: perché LibreOffice non basta

Il vero blocco operativo in un passaggio da Windows a Linux nella pubblica amministrazione non risiede nei driver hardware, ma nelle migliaia di automatismi scritti negli anni dentro i file di testo e i fogli di calcolo. Il codice resta legato a doppio filo all'applicazione che lo ha generato. In molti enti pubblici i modelli per delibere, ingiunzioni e moduli tributari contengono script Visual Basic for Applications (VBA) accoppiati direttamente al modello a oggetti proprietario di Microsoft Office. Quando LibreOffice carica un documento dotato di codice VBA, inserisce automaticamente all'inizio di ogni modulo Basic l'istruzione Option VBASupport 1, che abilita però soltanto una compatibilità limitata per istruzioni, funzioni e oggetti dell'API Excel, costringendo gli sviluppatori a riscrivere le logiche più complesse con gli oggetti nativi di LibreOffice Basic.[5]

80 addetti

Produttività equivalente liberata a Monaco di Baviera già nel 2008 grazie al taglio del 30% dei template documentali e all'ottimizzazione dei processi tramite WollMux.[8]

Come Monaco ha domato 13.700 template con WollMux e Java UNO

La decentralizzazione informatica degli uffici comunali di Monaco di Baviera aveva generato nel 2006 un archivio frammentato di 13.700 modelli di documento, costringendo i tecnici a ripensare da zero la produzione degli atti prima di toccare i desktop.[1] Nel maggio 2008 l'amministrazione ha rilasciato sotto licenza europea EUPL il plugin open source WollMux, progettato per fornire agli impiegati modelli e moduli personalizzati con controlli di plausibilità, blocchi di testo predefiniti, versioni di stampa e funzioni di stampa unione.[6]
Il componente evita qualsiasi legame diretto con il singolo sistema operativo. Scritto in linguaggio Java per restare multipiattaforma, WollMux dialoga con OpenOffice e LibreOffice attraverso l'interfaccia UNO (Universal Network Objects) e interroga una directory centrale per estrarre i dati dell'utente e del dipartimento, compilando in automatico le carte intestate secondo il design istituzionale.[7] Già nel 2008 questa standardizzazione aveva tagliato il numero dei template di circa il 30%, ottimizzando i flussi di lavoro e liberando una capacità operativa equivalente a 80 dipendenti a tempo pieno.[8]

Il collo di bottiglia dei 300 software verticali e i limiti di Wine

Oltre alla modulistica d'ufficio, un municipio di grandi dimensioni poggia su centinaia di applicativi specialistici per anagrafe, urbanistica, contabilità e tributi: a Monaco se ne contavano circa 300 (i cosiddetti Fachverfahren), molti dei quali impossibili o antieconomici da riscrivere per il web nel breve periodo.[2] Per gestire i casi non migrabili e i file proprietari complessi inviati dai cittadini, ogni dipartimento municipale ha mantenuto una postazione di testa (head station) con accesso a Microsoft Office e ai programmi legacy tramite PC fisico, macchina virtuale o terminal server.[9]
L'emulazione diretta non risolve il problema su scala cittadina. Il responsabile del progetto LiMux, Peter Hofmann, ha ridotto al minimo l'impiego del layer di compatibilità Wine perché la sua configurazione è strettamente legata al singolo eseguibile: un aggiornamento di Wine obbliga a intervenire sull'applicazione e viceversa, uno scenario che su alcune postazioni avrebbe richiesto di far coesistere 10 o 15 configurazioni distinte di Wine sulla stessa macchina.[10] Nelle analisi sull'ingegneria del computing e dell'IA questo vincolo emerge in modo ricorrente: un'architettura software sopravvive su decine di migliaia di nodi solo quando elimina le dipendenze incrociate.

Dentro i file di testo: la guerra degli standard tra ODF e OOXML Transitional

Anche eliminando tutte le macro, lo scambio di documenti tra uffici che usano suite diverse rivela perché due file apparentemente basati su XML non si comportano allo stesso modo sullo schermo. Il rapporto tecnico ISO/IEC TR 29166:2011, steso in 156 pagine per confrontare le architetture di OpenDocument (ISO/IEC 26300) e Office Open XML (ISO/IEC 29500), certifica che le funzionalità dei due standard possono essere tradotte da un formato all'altro soltanto con diversi gradi di fedeltà, lasciando margini inevitabili di divergenza nell'impaginazione.[11]
I due formati rispondono a obiettivi tecnici inconciliabili. Lo standard ISO/IEC 26300:2006 (sviluppato dal consorzio OASIS in 722 pagine) nasce per separare nettamente il contenuto dalla sua presentazione ed essere manipolato facilmente tramite trasformazioni XSLT e strumenti XML standard.[12] Aprendo un archivio .odt, .ods o .odp compresso con algoritmo deflate in un contenitore ZIP, la struttura interna suddivide i dati in file XML separati con elementi radice dedicati: <office-document-content> per il testo in modello mixed-content, <office-document-styles> per gli stili di formattazione, <office-document-meta> per i metadati e <office-document-settings> per le impostazioni dell'applicativo.[13]
Sul fronte opposto, lo standard ISO/IEC 29500 (MS-OOXML) è stato approvato nel 2008 con due varianti distinte: Strict e Transitional. Sebbene le edizioni moderne come Microsoft Office 2013 e 2016 supportino in lettura e scrittura lo standard ISO/IEC 29500 Strict, l'impostazione predefinita di salvataggio è rimasta la variante Transitional, progettata per conservare i comportamenti legacy dei vecchi formati binari chiusi e usata nella pratica quotidiana a meno che l'utente non modifichi manualmente le opzioni.[14] Basta un salvataggio con le opzioni di fabbrica per reintrodurre dipendenze proprietarie.
Parametro tecnicoOpenDocument (ODF)Office Open XML (OOXML)
Riferimento normativoISO/IEC 26300:2006 (OASIS)ISO/IEC 29500 (Strict e Transitional)
Architettura del contenitoreZIP con file XML separati per contenuto, stili e metadatiZIP orientato alla retrocompatibilità con i formati Office
Profilo usato di defaultStandard aperto nativo in LibreOffice e OpenOfficeVariante Transitional predefinita in MS Office 2013/2016
Interoperabilità incrociataStruttura pensata per trasformazioni XSLT diretteTraduzione verso ODF soggetta a gradi variabili di fedeltà

Sradicare Active Directory ed Exchange: identità, domini e posta

Sotto lo strato visibile delle applicazioni da ufficio scorre l'infrastruttura che autentica gli utenti al login mattutino, monta le cartelle di rete, distribuisce le policy di sicurezza e sincronizza le agende. Il dominio è il vero centro di gravità della rete. Già tra il 2001 e il 2003 gli architetti di sistema di Monaco avevano calcolato che restare sull'ecosistema Microsoft avrebbe reso obbligatoria l'introduzione di Active Directory, innescando un forte vendor lock-in e pesanti costi ricorrenti negli anni successivi; sebbene lo studio preliminare quinquennale stimasse 35 milioni di euro per la soluzione proprietaria contro 37 milioni per GNU/Linux (includendo personale e formazione), il consuntivo certificato dal comune ha poi registrato una spesa complessiva inferiore a 23 milioni di euro per lo scenario LiMux contro gli oltre 34 milioni richiesti per restare su Windows e MS Office, generando un risparmio netto di oltre 11,7 milioni di euro.[15][16] Chi controlla il registro delle identità e il protocollo di autenticazione detiene le chiavi dell'intero data center.
Per governare migliaia di client Linux senza i componenti proprietari di Redmond, le amministrazioni pubbliche devono ricostruire la catena di comando sistemistica con una pila di tecnologie aperte:
  • Provisioning e amministrazione LDAP: nel progetto LiMux la distribuzione automatizzata del software poggiava sul back-end FAI (Fully Automatic Installation), affiancato dall'applicazione web GOsa (Gonicus System Administration) per amministrare centralmente l'enorme flotta di postazioni.[17]
  • Domain Controller compatibili: dalla versione 4.0 rilasciata nel 2012, Samba è in grado di operare come Domain Controller Active Directory completo al livello funzionale di Windows Server 2008 R2, gestendo reti con client Windows 10 e 11 e requisiti stringenti come lo standard NIST 800-171.[18]
  • Groupware, posta e condivisione file: nel piano deliberato il 3 aprile 2024 dallo Schleswig-Holstein per circa 30.000 dipendenti, la sostituzione di Microsoft SharePoint ed Exchange/Outlook viene affidata a Nextcloud, Open-Xchange e Mozilla Thunderbird, orchestrati durante la transizione tramite il connettore Univention AD-Connector.[4]

Il paradosso di Monaco: perché il ritorno a Windows costò 86 milioni

La storia di Monaco di Baviera viene spesso citata come la prova che Linux non regge l'urto di una grande amministrazione, ma i documenti tecnici e contabili raccontano l'esatto opposto. Il sistema funzionava a pieno regime. Nel febbraio 2017, quando il desktop LiMux era ormai operativo su 20.000 postazioni comunali dopo essere costato complessivamente meno di 23 milioni di euro, il direttore dell'ente IT municipale IT@M Karl-Heinz Schneider ha confermato davanti alla commissione consiliare che non esistevano problemi tecnici di rilievo con LiMux o LibreOffice e che il municipio governava un sistema unificato di circa 10.000 modelli e 130 macro tramite WollMux, integrando lo standard ODF nelle applicazioni di settore.[16][19] Anche la revisione di 450 pagine commissionata dal sindaco agli analisti di Accenture, esaminata dalla Free Software Foundation Europe, individuava alla radice delle difficoltà problemi di natura organizzativa legati alla frammentazione della governance IT tra i dipartimenti, non limiti tecnologici del software libero.[20]
Il vero costo è emerso al momento di fare marcia indietro. Quando nel novembre 2017 la maggioranza consiliare ha comunque votato l'abbandono di LiMux per passare a un client standard Windows 10 entro il 2020, la stima delle spese complessive per i progetti di riconversione nei sei anni successivi ha raggiunto 86,1 milioni di euro, ma lo stesso consiglio comunale ha dovuto congelare l'abbandono immediato di LibreOffice, incaricando un perito indipendente di calcolare prima i pesanti costi conseguenti alla riconversione di migliaia di macro, moduli e template.[21] È lo stesso principio fisico per cui nei grandi impianti non si può invertire la marcia senza dissipare l'energia accumulata, un fenomeno analogo a quello che regola la stabilità di frequenza garantita dai compensatori sincroni.
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La parabola bavarese non si è chiusa con quel voto. Nel maggio 2020 il nuovo accordo di coalizione municipale tra Verdi e Socialdemocratici ha rimesso al centro gli standard aperti e il software libero laddove tecnicamente e finanziariamente sostenibile.[22] Nell'ottobre 2024 l'amministrazione cittadina ha quindi varato un piano open source in cinque punti e fondato un Open Source Program Office (OSPO) dedicato, stanziando 200.000 euro per posizioni a breve termine destinate a dipendenti comunali e programmatori esterni.[23]

Come migrare davvero: la ricetta della Gendarmeria francese e dello Schleswig-Holstein

Se si confrontano i cantieri informatici europei che hanno completato o avviato la transizione senza paralizzare gli sportelli, emerge una regola architetturale precisa: il sistema operativo è l'ultimo anello a cambiare, mai il primo. La Gendarmerie nationale francese, che nel giugno 2024 ha raggiunto 103.164 postazioni equipaggiate con GendBuntu pari al 97% dell'intero parco macchine, ha preparato il terreno per anni su Windows prima di installare una sola distribuzione Ubuntu.[3]
La transizione è partita dalle applicazioni quotidiane. Nel 2005 il corpo di polizia ha compiuto il primo grande salto sostituendo Microsoft Office con OpenOffice, scelta per la sua trasparenza e modularità oltre che per l'assenza di costi di licenza.[24] A metà del 2007 uno studio interno ha mappato tutte le dipendenze del parco macchine, isolando esattamente 35 applicazioni essenziali per una postazione di lavoro standard prima di avviare il dispiegamento del sistema operativo libero.[25] Una volta a regime, gli aggiornamenti da una versione LTS di Ubuntu alla successiva (come il passaggio di 37.000 macchine dalla 10.04 alla 12.04) vengono pilotati dal team IT centrale attraverso la rete WAN con un impatto minimo sugli agenti in servizio; con un supporto Canonical di 1 euro per macchina all'anno, la migrazione ha abbattuto del 40% il Total Cost of Ownership (TCO) dei desktop tra il 2008 e il 2014 e, come documentato dal tenente colonnello Xavier Guimard all'Open Source Observatory europeo, ha ridotto del 70% il budget IT annuale a parità di capacità operative.[26][27]

L'errore fatale: cambiare sistema operativo il giorno uno

Sostituire Windows con Linux lasciando gli uffici legati ai file .docx transizionali e alle macro VBA blocca l'operatività quotidiana. Il modello GendBuntu dimostra che bisogna prima migrare la suite da ufficio a LibreOffice/ODF e isolare le applicazioni critiche su Windows, cambiando l'OS solo quando gli utenti lavorano già con software multipiattaforma.
Lo stesso metodo guida oggi la Germania settentrionale. Nel piano varato nel 2024 dallo Schleswig-Holstein per 30.000 postazioni, il passaggio da Microsoft Office a LibreOffice precede e affianca la migrazione del sistema operativo e dell'Active Directory.[4] Come ha spiegato il ministro per la digitalizzazione Dirk Schrödter commentando la delibera, con le soluzioni proprietarie spostate in cloud le amministrazioni non hanno alcuna influenza sui processi operativi né sul trattamento dei dati, incluso un possibile deflusso di informazioni verso Paesi terzi.[28] Questa corsa all'autonomia tecnologica sulle infrastrutture pubbliche mostra come i vincoli normativi e geopolitici ridisegnino l'architettura dei sistemi, con lo stesso pragmatismo ingegneristico che in tutt'altro contesto spinge i laboratori asiatici a dissaldare le GPU RTX 5090 per costruire server IA.

Domande frequenti

Qual è il vero ostacolo nel passaggio da Windows a Linux nella pubblica amministrazione?

L'ostacolo principale non è l'interfaccia di Linux, ma il debito tecnico stratificato in migliaia di modelli di documento con macro VBA, l'uso di oltre 300 software verticali scritti solo per Windows e il legame con l'autenticazione di Active Directory ed Exchange.

Perché le macro di Excel e Word non funzionano subito su LibreOffice?

Le macro VBA richiamano direttamente il modello a oggetti proprietario di Microsoft Office. LibreOffice inserisce automaticamente l'istruzione Option VBASupport 1 per offrire una compatibilità parziale con l'API Excel, ma le procedure complesse devono essere riscritte in LibreOffice Basic o centralizzate con strumenti come WollMux.

Che differenza tecnica c'è tra un file ODF (.odt) e un file OOXML (.docx)?

Entrambi sono archivi ZIP contenenti file XML, ma rispondono a logiche diverse: ISO/IEC 26300 (ODF) separa nettamente contenuto, stili e metadati per facilitare le trasformazioni XSLT, mentre Microsoft Office salva per impostazione predefinita nella variante ISO/IEC 29500 Transitional, che conserva comportamenti legacy dei vecchi formati binari.

Perché Monaco di Baviera decise di tornare a Windows nel 2017 nonostante LiMux funzionasse?

Come documentato anche dagli analisti nel rapporto commissionato dal comune, le difficoltà non erano tecniche ma legate alla frammentazione organizzativa dell'IT tra i dipartimenti. Il voto politico del 2017 per tornare a Windows 10 comportò una spesa stimata di 86,1 milioni di euro, salvo poi vedere la città rilanciare l'open source nel 2020 e aprire un OSPO nel 2024.

Come ha fatto la Gendarmeria francese a portare oltre 100.000 PC su Linux senza bloccare gli uffici?

Ha applicato una migrazione graduale: nel 2005 ha sostituito Microsoft Office con OpenOffice mantenendo Windows, nel 2007 ha mappato le 35 applicazioni essenziali per le pattuglie e solo dopo ha introdotto Ubuntu (GendBuntu), gestendo gli aggiornamenti di versione LTS centralmente via rete WAN.

Con quali programmi open source una PA sostituisce Active Directory, Exchange e SharePoint?

Per il controllo di dominio e le policy si impiega Samba 4 come Domain Controller Active Directory affiancato da strumenti LDAP come GOsa² o Univention AD-Connector, mentre per posta, calendari e collaborazione documentale lo stack adottato dallo Schleswig-Holstein combina Nextcloud, Open-Xchange e Thunderbird.

Fonti

28 riferimenti Mostra
  1. European Commission OSOR — Declaration of Independence: The LiMux Project in Munich (templates) (si apre in una nuova scheda)

    «An example for the inefficiencies that decentralisation has led to is the number of document templates prepared by the city's various departments. In 2006, this was a staggering 13.700 - "almost one for every employee", as Schießl points out.»

  2. European Commission OSOR — Declaration of Independence: The LiMux Project in Munich (specialised software) (si apre in una nuova scheda)

    «Proprietary software will be used where a migrations is either impossible or not cost-effective. This particularly concerns specialised administrative software packages. Munich uses 300 such programs.»

  3. Wikipedia — GendBuntu deployment timeline (si apre in una nuova scheda)

    «June 2024 - 97% of workstations running GendBuntu (103,164 stations)»

  4. Landesregierung Schleswig-Holstein — Digital souveräner IT-Arbeitsplatz (si apre in una nuova scheda)

    «Mit dem Kabinettsbeschluss hat die Landesregierung den konkreten Anfang für den Umstieg weg von proprietärer Software und hin zu freien, quelloffenen Open-Source-Systemen sowie dem digital souveränen IT-Arbeitsplatz für die rund 30.000 Beschäftigten der Landesverwaltung gemacht. Kollaboration innerhalb der Landesverwaltung und mit Externen: Nutzung der Open Source Produkte Nextcloud, Open Xchange/Thunderbird in Verbindung mit dem Univention AD-Connector zur Ablösung von Microsoft Sharepoint sowie Microsoft Exchange/Outlook»

  5. LibreOffice Documentation — Support for VBA Macros (Option VBASupport 1) (si apre in una nuova scheda)

    «After loading the VBA code, LibreOffice inserts the statement Option VBASupport 1 in every Basic module to enable a limited support for VBA statements, functions and objects.»

  6. European Commission OSOR — WollMux plugin architecture in Munich (si apre in una nuova scheda)

    «Running as a plugin for OpenOffice, Wollmux provides the city's employees with personalised templates and forms. It includes numerous usability features and plausibility checks. For administrators, Wollmux offers a centralised and comfortable way of providing and maintaining templates.»

  7. Heise Online — Münchner Linux-Projekt: WollMux für alle (si apre in una nuova scheda)

    «Die Zusatzapplikation WollMux ist in Java geschrieben und somit plattformunabhängig ausgerichtet. Sie zieht spezielle Benutzer- und Organisationsdaten aus einem zentralen Verzeichnis und erstellt Kopfbögen gemäß einem vorgegebenen Corporate Design.»

  8. European Commission OSOR — LiMux template consolidation results (si apre in una nuova scheda)

    «The number of document templates has been reduced by some 30%. Business processes have been optimised, freeing up productivity equivalent to 80 staff.»

  9. European Commission OSOR — LiMux department head stations (si apre in una nuova scheda)

    «For these cases, each department is (or will be) equipped with a “head station”, a computer that continues to have access to Microsoft Office. This may happen either on a standard PC running Windows, in a virtual machine or through a terminal server.»

  10. Opensource.com — How Munich switched 15,000 PCs from Windows to Linux (si apre in una nuova scheda)

    «We have a very limited Wine installation, because there's always the need to save the configuration of Wine together with the application. They're deeply dependent. If you change the version of Wine, you have to do something with the application, and vice-versa. We saw that we'd have to use 10 or 15 different configurations of Wine on the same machine in some cases.»

  11. ISO — ISO/IEC TR 29166:2011 Document format translation fidelity (si apre in una nuova scheda)

    «This is followed by a thorough review of the concepts, architectures and various features of the two document formats in order to provide a good understanding of the commonalities and differences. It is expected that functionalities will be able to be translated with different degrees of fidelity to the other format.»

  12. ISO — ISO/IEC 26300:2006 OpenDocument Format v1.0 (si apre in una nuova scheda)

    «ISO/IEC 26300:2006 provides for high-level information suitable for editing documents. It defines suitable XML structures for office documents and is friendly to transformations using XSLT or similar XML-based tools.»

  13. Library of Congress — ODF Family ZIP and XML structure (si apre in una nuova scheda)

    «In contrast, a packaged ODF document has several separate XML files in its ZIP-based structure with root elements: <office-document-content>; <office-document-styles>; <office-document-meta>; and <office-document-settings>.»

  14. Free Software Foundation Europe — MS-OOXML Strict vs Transitional (si apre in una nuova scheda)

    «Microsoft Office 2013 and Microsoft Office 2016 additionally support both reading and writing of ISO/IEC 29500 Strict. However, in all of them, the default option is the transitional one, meaning that the strict standard is still not used in practice, unless the users change the default settings ad hoc.»

  15. European Commission OSOR — Active Directory lock-in and five-year cost study in Munich (si apre in una nuova scheda)

    «The Microsoft solution would have made it necessary to introduce an Active Directory system, which would have meant a strong lock-in and would have caused significant follow-up costs. The total cost for the proprietary solution were calculated to be 35 million Euro, against 37 million Euro for GNU/Linux (both including all costs beyond the solution itself, such as personnel and training costs, over five years).»

  16. Heise Online — Linux in München: Über 10 Millionen Euro gespart (si apre in una nuova scheda)

    «Damit wären für Windows und MS Office insgesamt etwas mehr als 34 Millionen angefallen, für Windows mit Open Office knapp 30 Millionen. Das Limux-Szenario beläuft sich hingegen sich auf weniger als 23 Millionen Euro.»

  17. European Commission OSOR — FAI and GOsa client management in Munich (si apre in una nuova scheda)

    «In the background, the city relies on the FAI installation back-end for software distribution, and an application named Gosa (Gonicus System Administration) for the web-based management of a large number of client machines.»

  18. Samba Wiki — Setting up Samba as an Active Directory Domain Controller (si apre in una nuova scheda)

    «Starting from version 4.0 (released in 2012,) Samba is able to serve as an Active Directory (AD) domain controller (DC). Samba operates at the forest functional level of **Windows Server 2008 R2** which is more than sufficient to manage sophisticated enterprises that use Windows 10/11 with strict compliance requirements (including NIST 800-171.)»

  19. Heise Online — Münchner IT-Leiter zu LiMux (si apre in una nuova scheda)

    «Der Auftrag des Münchner Stadtrats an die Verwaltung, bis spätestens Ende 2020 für die kommunalen Behörden ein Konzept für eine "einheitliche Client-Architektur" auf Windows-Basis zu erstellen und den derzeit auf 20.000 Arbeitsplätzen eingesetzten Linux-basierten LiMux-Desktop abzuschaffen, stößt bei vielen städtischen IT-Mitarbeitern auf Unverständnis. Die Gutachter hätten zuvor gelernt, wie die Stadt ein einheitliches Formularwesen mit rund 10.000 Vorlagen und 130 Makros über WollMux managt und wie der offene Standard ODF (Open Document Format) dort in Fachanwendungen integriert ist.»

  20. FSFE — Analysis of the consultant report on LiMux (si apre in una nuova scheda)

    «It's noteworthy that in their report, the analysts identify primarily organisational issues at the root of the problems troubling LiMux uptake, rather than technical challenges.»

  21. Heise Online — Endgültiges Aus für LiMux und Kosten der Rückabwicklung (si apre in una nuova scheda)

    «Die "zahlungswirksamen" Gesamtausgaben für sämtliche Umsetzungsprojekte sollen sich demnach für die nächsten sechs Jahre zunächst auf 86,1 Millionen Euro belaufen. Der Abschied auch vom derzeit eingesetzten LibreOffice ist aber noch nicht beschlossen: ein unabhängiger Sachverständiger soll zunächst die von diesem Schritt abhängigen hohen Folgekosten für die erforderliche Umstellung tausender Makros, Formulare und Vorlagen analysieren, bevor der Stadtrat auch hier Nägel mit Köpfen machen kann.»

  22. ZDNet — Why Munich is shifting back from Microsoft to open source again (si apre in una nuova scheda)

    «“Where it is technologically and financially possible, the city will put emphasis on open standards and free open-source licensed software,” a new coalition agreement negotiated between the recently elected Green party and the Social Democrats says.»

  23. Wikipedia — LiMux 2024 Open Source Program Office (si apre in una nuova scheda)

    «In October 2024, the City Government doubled down on this decision by implementing a five-point open-source plan, as well as, founding an Open Source Program Office. 200,000 Euros have been allocated to the OSPO for short-term positions of both municipal employees and external programmers.[15]»

  24. European Commission OSOR — French Gendarmerie 2005 OpenOffice transition (si apre in una nuova scheda)

    «In 2005 the Gendarmerie took another step towards free software. As the first great software transition the office suite Microsoft Office was replaced by the open source counterpart OpenOffice, which not only was available at no cost, but also allowed for exactly this modularity and transparency the Gendarmerie required.»

  25. European Commission OSOR — French Gendarmerie 2007 application audit (si apre in una nuova scheda)

    «After this study was finalised in mid-2007, a total of 35 applications were found to be essential for a standard workstation.»

  26. ZDNet — How France's gendarmes embraced Ubuntu and WAN upgrades (si apre in una nuova scheda)

    «Higher costs indeed — the organisation estimates that the TCO of the desktops will fall by 40 percent between 2008 and 2014 when the deployment is complete. However, the savings aren’t just from software licences costs: the change has also meant a reduction in local tech support needed, while Canonical charges the organisation €1 per machine per year to provide support. Managing the fleet it easier too, Dumond says: for example, any upgrade from one LTS version to another is driven by the central IT team via the WAN with minimal disruption to officers on the ground, as happened earlier this year when the 37,000-strong fleet was moved from 10.04 to 12.04.»

  27. Ars Technica — French police saves millions of euros by adopting Ubuntu (si apre in una nuova scheda)

    «A report published by the European Commission’s Open Source Observatory provides some details from a recent presentation given by Gendarmerie Lieutenant-Colonel Xavier Guimard, who says that the Gendarmerie has been able to reduced its annual IT budget by 70 percent without having to reduce its capabilities.»

  28. The Document Foundation — German state moving 30,000 PCs to LibreOffice (si apre in una nuova scheda)

    «We have no influence on the operating processes of such [proprietary] solutions and the handling of data, including a possible outflow of data to third countries.»