Salta al contenuto principale
Scritto da
  • 7 min
  • 24 fonti

Il millimetro che ha ucciso la porta USB-A sui portatili

Perché la porta USB-A è sparita dai PC? Dai 4,5 mm di spessore e 4 pin del 1996 ai 24 contatti di USB-C con 240 W di ricarica e video DisplayPort a 80 Gbps.

Confronto macro di profilo tra il ricettacolo rettangolare USB-A e quello più sottile e reversibile di un USB-C

La spina USB Standard-A è alta 4,5 mm, mentre il connettore USB Type-C misura appena 2,4 mm di spessore.

La scomparsa della vecchia presa rettangolare dai notebook ultrasottili non nasce da un capriccio estetico, ma da un vincolo meccanico ed elettrico insuperabile: la spina USB Standard-A è alta 4,5 mm contro i 2,4 mm del connettore USB Type-C.[1][2] Nata negli anni Novanta con soli 4 pin asimmetrici per dimezzare il costo dei cablaggi, la porta tradizionale non possiede le linee differenziali né i canali di configurazione richiesti dai portatili odierni.[3] Su quella fessura sottile viaggiano oggi fino a 240 W di alimentazione, flussi video ad altissima definizione e corsie dati dirette alla scheda madre.[4]
Spessore delle due spine
4,5 vs 2,4 mm
Altezza della spina USB Standard-A contro quella del connettore USB Type-C[1]
Contatti su doppia fila
24 pin
Pin a simmetria rotazionale in un ricettacolo USB-C da 8,34 × 2,56 mm[2]
Potenza massima su cavo
240 W
Alimentazione EPR (48 V a 5 A) introdotta con USB Power Delivery 3.1 nel 2021[4]

Il limite del millimetro: ingombro fisico e compromesso economico del 1996

La spina metallica del connettore USB Standard-A misura 12 mm di larghezza per 4,5 mm di spessore, numeri che da soli superano la metà dell'altezza disponibile lungo il bordo di un notebook contemporaneo.[1] Il problema è puramente geometrico. Il connettore USB Type-C riduce l'apertura del ricettacolo a 8,34 × 2,56 mm per 6,20 mm di profondità, liberando millimetri verticali sul circuito stampato che i progettisti usano per alloggiare batterie più capienti o cerniere ribassate.[2]
Anche la nota impossibilità di inserire la vecchia spina al primo colpo deriva da una scelta industriale deliberata. Come ha ricostruito Ajay Bhatt, a capo del gruppo di ingegneri Intel che sviluppò lo standard, progettare negli anni Novanta una presa reversibile avrebbe imposto il doppio dei fili e dei circuiti interni, raddoppiando il costo di produzione.[3] Il prezzo doveva restare bassissimo. Per convincere i grandi costruttori di PC a pensionare porte seriali e parallele serviva un componente economico, traguardo consolidato quando l'industria adottò in massa il connettore rettangolare con una probabilità del 50% di indovinare il verso giusto.[3][5]
Parametro tecnicoUSB Standard-AUSB Type-C
Geometria e dimensioniSpina 12 × 4,5 mm (non reversibile)[1]Ricettacolo 8,34 × 2,56 × 6,20 mm (reversibile)[2]
Vita meccanica minima1.500 cicli di inserimento[6]10.000 cicli di inserimento[6]
Potenza massima erogabile2,5 W (USB 2.0) / 4,5 W (USB 3.1)[7]15 W nativi / 100 W (PD 3.0) / 240 W (PD 3.1)[4][7]
Oltre allo spessore, la gabbia rettangolare sconta un limite di fatica meccanica severo. Lo standard USB-A garantisce una vita minima certificata di appena 1.500 cicli di inserimento e rimozione, mentre i connettori Micro-USB e USB Type-C salgono a 10.000 cicli certificati.[6] Per chi utilizza ancora periferiche tradizionali, il passaggio fisico non richiede elettronica attiva: basta un adattatore meccanico passivo per collegare vecchie spine USB-A alle porte USB-C, mentre per flussi video e ricarica ad alta potenza diventa decisiva la scelta di cavi certificati.

Da 4 a 24 pin: perché la reversibilità ad alta velocità richiede un multiplexer

Dentro il ricettacolo USB Type-C trovano posto 24 contatti elettrici disposti su due file speculari, un salto radicale rispetto all'architettura asimmetrica della vecchia presa rettangolare.[2] Non è solo questione di comodità. Questa densità di pin permette l'inserimento della spina in entrambi i versi e trasforma il connettore in una matrice di linee differenziali riconfigurabili.
La mappatura interna del ricettacolo a 24 pin suddivide i contatti in sei gruppi funzionali distinti:
  • Quattro pin di alimentazione (VBUS) dedicati al trasferimento dell'energia elettrica.[8]
  • Quattro pin di riferimento a massa (GND) distribuiti agli estremi del pettine.[8]
  • Due coppie differenziali centrali per i dati legacy USB 1 (1,5 e 12 Mbit/s half-duplex) e USB 2 (480 Mbit/s half-duplex), collegate insieme lato dispositivo.[8]
  • Quattro coppie differenziali schermate per il traffico Enhanced SuperSpeed, ripartite in due coppie di trasmissione e due di ricezione.[8]
  • Due pin Sideband Use (SBU) riservati ai canali ausiliari dei protocolli alternativi.[8]
  • Due pin Configuration Channel (CC) incaricati di rilevare l'attacco del cavo e negoziare ruoli e tensioni.[8]

Il problema dello stub sulle linee SuperSpeed e il ruolo dei pin CC

Rendere reversibile un cavo a bassa velocità è banale, ma oltre i 5 Gbps la fisica delle radiofrequenze vieta le scorciatoie passive. Sulle linee dati USB 2.0 è possibile cortocircuitare tra loro le coppie superiore e inferiore, mentre sulle corsie USB 3.1 un collegamento diretto creerebbe uno stub (un moncone di pista aperta) capace di degradare l'integrità del segnale per riflessione.[9] Serve quindi uno scambio attivo. Per instradare i dati sulla coppia corretta senza perdite, la scheda madre deve integrare un multiplexer ad alta velocità pilotato dalla logica di configurazione.[9]
Il verso della spina viene stabilito monitorando quale dei due pin CC viene portato verso massa dalla resistenza di pull-down: se si abbassa CC1 il cavo è dritto, se scende CC2 il connettore è capovolto.[10] Nei cavi passivi la seconda linea CC resta aperta, mentre nei cavi attivi o marcati elettronicamente presenta una resistenza Ra e riceve un'alimentazione VCONN a 5 V, usata per interrogare il chip interno sul carico di corrente e sulla banda supportata.[10][11]
Questa architettura abilita anche il cold-plugging: quando nessun dispositivo è connesso, la porta sorgente mantiene la linea VBUS a 0 V anziché lasciare i 5 V sempre attivi come avveniva sull'USB-A, ed è obbligata a scaricare la tensione entro 650 millisecondi dallo scollegamento.[12] La corrente scorre solo su richiesta. È una gestione fine delle piste su scheda che richiama i compromessi affrontati quando si vanno a smontare le GPU RTX 5090 per i server IA, dove l'integrità del segnale ad alta frequenza e l'alimentazione su spazi millimetrici dettano il layout dell'intero PCB.

Multiplexing dei protocolli: 80 Gbps di video DisplayPort e 4 corsie PCI Express

La vecchia porta USB-A era cablata per parlare un solo protocollo dati, mentre il connettore USB-C può riassegnare fisicamente le proprie piste ad alta velocità a standard non USB. La specifica DisplayPort Alternate Mode riconfigura una parte o tutte e quattro le corsie differenziali SuperSpeed esistenti per trasmettere prestazioni DisplayPort complete, sfruttando altri segnali presenti nel connettore per il canale ausiliario AUX e la funzione Hot Plug Detection (HPD).[13] I segnali parlano la stessa lingua elettrica. Questa coesistenza sul rame funziona perché sia SuperSpeed USB sia DisplayPort impiegano pacchetti di dati su corsie differenziali accoppiate in corrente alternata (AC-coupled) con clock incorporato: gli stessi circuiti trasportano così 10 Gbps per corsia in modalità USB oppure 8,1 Gbps per corsia con lo standard DisplayPort 1.3.[14]
La flessibilità del multiplexer consente di partizionare il cavo in base alle periferiche collegate. Un laptop può dedicare solo una o due delle quattro corsie al segnale video per pilotare un monitor esterno e lasciare le altre due libere per il trasferimento simultaneo di file SuperSpeed USB, mentre i dati USB 2.0 continuano a scorrere sulla coppia dedicata centrale.[15]

77,37 Gbps

Payload video massimo su quattro corsie raggiunto da DisplayPort Alt Mode 2.0 su cavo USB-C grazie alla codifica 128b/132b condivisa con USB4.[17]

Da DisplayPort 2.0 a Thunderbolt 3: un solo cavo per video ed eGPU

Con l'aggiornamento DisplayPort Alt Mode 2.0, il connettore USB-C arriva a spingere fino a 80 Gbps di dati video impegnando tutte e quattro le corsie ad alta velocità, oppure fino a 40 Gbps mantenendo attivo in parallelo il traffico dati SuperSpeed.[16] Sfruttando la codifica di canale 128b/132b condivisa con l'architettura USB4, il payload effettivo tocca i 77,37 Gbps (fino a 19,34 Gbps per singola corsia): una banda sufficiente a gestire un pannello 8K (7680 × 4320) a 60 Hz con colore HDR a 30 bpp non compresso, o un display 16K (15360 × 8640) a 60 Hz compresso.[17]
Sul fronte delle periferiche di sistema, lo standard Thunderbolt 3 ha adottato la stessa interfaccia per incapsulare in un cavo bidirezionale due protocolli simultanei: 4 corsie di PCI Express Gen 3 e 8 corsie di DisplayPort 1.2 (HBR2 e MST), capaci di pilotare due schermi 4K (4096 × 2160 a 30 bpp e 60 Hz) collegando al tempo stesso unità di calcolo esterne.[18] Anche quando un dispositivo non richiede ricarica rapida, l'ingresso in qualsiasi Alternate Mode esige la presenza di un controller e di un livello fisico USB Power Delivery, poiché la commutazione dei pin viene negoziata scambiando Vendor-Defined Messages (VDM) lungo la linea CC.[19] La propagazione di questi segnali multi-gigabit su cavi sottili richiede la stessa attenzione alle perdite elettromagnetiche che gli ingegneri applicano quando devono calibrare il segnale Wi-Fi in cabina con il metodo SPUDS.

Dai 2,5 W all'Extended Power Range da 240 W: la fine degli alimentatori proprietari

Oltre a sostituire le uscite video HDMI e Mini DisplayPort, il connettore simmetrico ha eliminato dai fianchi dei laptop anche il classico spinotto cilindrico di ricarica. Senza il protocollo Power Delivery, una porta USB 2.0 si fermava a 2,5 W e una USB 3.1 a 4,5 W: il solo connettore USB Type-C nativo innalza la soglia a 15 W (5 V a 3 A) e, abbinato a USB Power Delivery, sale a 100 W (20 V a 5 A).[7] Nel 2021 la specifica USB Power Delivery Revision 3.1 ha abbattuto anche il muro dei 100 W, portando la potenza massima erogabile su singolo cavo e connettore USB-C fino a 240 W.[4]
Salire di corrente avrebbe scaldato troppo il rame. Per quadruplicare la potenza senza fondere i contatti per effetto Joule, il consorzio non ha aumentato l'intensità oltre i 5 A, ma ha introdotto tre nuovi profili di tensione fissa che si affiancano ai classici 5 V, 9 V, 15 V e 20 V: 28 V (per potenze oltre i 100 W), 36 V (oltre i 140 W) e 48 V (oltre i 180 W).[20] Come sottolineato da Brad Saunders, presidente del USB Promoter Group, l'estensione di USB PD 3.1 permette anche ai notebook di grande diagonale di abbandonare i connettori di alimentazione proprietari tradizionali a favore di USB Type-C.[21]
Terminale di amministrazione con codice XML OpenDocument e configurazione LDAP in un centro dati governativo

Da leggere · Computing e IA

Cosa blocca i governi che abbandonano Windows e Office per Linux

Contestualmente cade la storica gerarchia a senso unico tra il computer host (spina A) e la periferica (spina B): la direzione dell'energia non è più fissa e il dispositivo che dispone di alimentazione di rete, come un monitor da scrivania, può alimentare e ricaricare il portatile mentre ne riceve il flusso video.[22] È un ribaltamento dei flussi energetici su singolo conduttore paragonabile, su scala microscopica, a quello regolato dai compensatori sincroni nelle reti elettriche quando devono bilanciare potenza attiva e reattiva sulla dorsale.

Dal mercato alla legge: l'obbligo europeo del caricabatterie unico per i portatili

Se per un decennio la rimozione della porta USB-A è stata guidata dalle scelte industriali dei produttori di ultrabook, in Europa la convergenza su USB-C è diventata un vincolo normativo. Le regole comunitarie sul caricabatterie unico si applicano dal 28 dicembre 2024 a telefoni cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie, console portatili, altoparlanti, e-reader, tastiere, mouse, sistemi di navigazione e auricolari venduti nell'Unione Europea, ed estendono lo stesso obbligo ai computer portatili dal 28 aprile 2026.[23]

Non tutti i cavi USB-C trasportano video o 240 W

La spina identica inganna: i cavi base senza le quattro coppie schermate SuperSpeed si fermano ai 480 Mbit/s (Hi-Speed USB) e non portano video DisplayPort.[8][13][24] Per superare i 3 A o l'USB 2.0 serve un cavo con chip su linea VCONN a 5 V, marcato con i loghi 60W/240W e i Gbps.[11][24]
La retrocompatibilità resta comunque garantita. Chi oggi acquista un notebook privo di prese rettangolari non deve buttare mouse, chiavette o interfacce audio USB-A: poiché il ricettacolo USB-C mantiene al centro la coppia differenziale legacy D+/D− e i quattro contatti VBUS/GND, basta un adattatore meccanico passivo o un hub multiporta per dialogare con qualsiasi periferica degli ultimi trent'anni senza conversioni di protocollo.[8] Per evitare invece di acquistare cavi USB-C limitati alla sola ricarica lenta, le linee guida di marcatura USB-IF identificano i cavi certificati accoppiando una delle due classi di potenza (60W o 240W) alle diciture esplicite di banda da Hi-Speed USB fino a USB 5Gbps, 20Gbps, 40Gbps e 80Gbps.[24] La standardizzazione dell'interfaccia fisica chiude così trent'anni di frammentazione nei cablaggi, secondo una razionalizzazione tecnica che attraversa molti altri approfondimenti nella sezione computing e intelligenza artificiale.

Domande frequenti

Perché la porta USB-A è sparita dai PC portatili moderni?

I produttori l'hanno eliminata per tre limiti strutturali: la spina USB Standard-A è spessa 4,5 mm (contro i 2,4 mm di USB-C) e impedisce di assottigliare la scocca, è certificata per soli 1.500 cicli di inserimento contro 10.000, e i suoi 4 o 9 contatti non possono trasportare flussi video DisplayPort a 80 Gbps, linee PCI Express Thunderbolt né i 240 W di ricarica del protocollo USB Power Delivery 3.1.

Qual è la differenza di spessore fisico tra una porta USB-A e una USB-C?

La spina rettangolare tradizionale USB Standard-A misura 12 mm di larghezza per 4,5 mm di spessore. Il connettore USB Type-C riduce la spina a 2,4 mm di altezza e richiede sul telaio del notebook un'apertura del ricettacolo di appena 8,34 × 2,56 mm (6,20 mm di profondità), dimezzando l'ingombro verticale sulla scheda madre.

Quanti pin ci sono dentro un connettore USB-C e a cosa servono?

Un ricettacolo USB Type-C ospita 24 pin disposti su due file speculari: 4 pin di alimentazione VBUS, 4 pin di massa GND, 2 coppie differenziali centrali per i dati USB 1 e USB 2 (fino a 480 Mbit/s), 4 coppie differenziali schermate Enhanced SuperSpeed (due di trasmissione e due di ricezione), 2 pin Sideband Use (SBU) e 2 pin Configuration Channel (CC).

Perché il vecchio connettore USB-A non era reversibile fin dall'inizio?

Come spiegato da Ajay Bhatt, leader del team Intel che progettò lo standard negli anni Novanta, rendere la spina reversibile all'epoca avrebbe richiesto il doppio dei fili e dei circuiti interni. Il raddoppio dei costi industriali avrebbe scoraggiato i produttori di computer dall'adottare la nuova porta universale.

Come fa una porta USB-C a trasmettere video DisplayPort a un monitor 8K?

Tramite la specifica DisplayPort Alternate Mode, un multiplexer riconfigura da una a quattro delle corsie differenziali SuperSpeed del cavo per far viaggiare pacchetti video DisplayPort nativi, usando i pin SBU per il canale ausiliario AUX e il segnale HPD. Con DisplayPort Alt Mode 2.0 e la codifica 128b/132b, il cavo raggiunge fino a 80 Gbps (77,37 Gbps di payload), sufficienti per un monitor 8K a 60 Hz HDR non compresso.

Quanta potenza di ricarica può erogare una porta USB-C rispetto alla USB-A?

Senza Power Delivery, una porta USB 2.0 eroga fino a 2,5 W e una USB 3.1 fino a 4,5 W, mentre il connettore USB Type-C parte da 15 W nativi (5 V a 3 A) e arriva a 100 W (20 V a 5 A) con USB PD standard. Con l'aggiornamento USB Power Delivery Revision 3.1 del 2021 e i nuovi profili fissi a 28 V, 36 V e 48 V, la potenza massima su singolo cavo sale a 240 W.

Quando scatta l'obbligo europeo della porta USB-C anche per i computer portatili?

Le norme dell'Unione Europea sul caricabatterie unico sono entrate in vigore il 28 dicembre 2024 per smartphone, tablet, fotocamere, cuffie, console, tastiere e mouse. Per tutti i computer portatili venduti nel mercato comunitario l'obbligo della porta USB-C per la ricarica cablata scatta il 28 aprile 2026.

Fonti

24 riferimenti Mostra
  1. Wikipedia — USB hardware (si apre in una nuova scheda)

    «Standard‑A connectors: This plug has an elongated rectangular cross-section, inserts into a Standard‑A receptacle on a downstream facing port (DFP) on a USB host or hub, and carries both power and data.[26][27] The plug itself is 12 mm wide and 4.5 mm thick.»

  2. Wikipedia — USB-C (si apre in una nuova scheda)

    «The 24-pin double-sided connector is slightly larger than the non-SuperSpeed, USB 2.0 Micro connectors, with a USB‑C receptacle opening measuring 8.34 mm × 2.56 mm, 6.20 mm deep.»

  3. NPR, 21 Jun 2019 (si apre in una nuova scheda)

    «A USB that could plug in correctly both ways would have required double the wires and circuits, which would have then doubled the cost. The Intel team led by Bhatt anticipated the user frustration and opted for a rectangular design and a 50-50 chance to plug it in correctly, versus a round connector with less room for error.»

  4. USB Implementers Forum — USB Charger (USB Power Delivery) (si apre in una nuova scheda)

    «Announced in 2021, the USB PD Revision 3.1 specification is a major update to enable delivering up to 240W of power over full featured USB Type-C® cable and connector. Prior to this update, USB PD was limited to 100W using a solution based on 20V using USB Type-C cables rated at 5A.»

  5. NPR, 21 Jun 2019 (si apre in una nuova scheda)

    «Yet, instead of simply springing for the extra costs, Bhatt's team at Intel strategically chose to keep it cheap. The success of their project hinged on a Herculean task: persuading all the major computer companies to adopt the USB model.»

  6. Wikipedia — USB hardware (si apre in una nuova scheda)

    «Standard USB connectors have a minimum rated lifetime of 1,500 cycles of insertion and removal,[10] and this increased to 5,000 cycles for Mini-B connectors.[10] The rating for all Micro connectors is 10,000 cycles,[10] and the same applies to USB-C.[11]»

  7. Texas Instruments — A Primer on USB Type-C and USB Power Delivery Applications and Requirements (SLYY109B) (si apre in una nuova scheda)

    «Without USB PD, you can support up to 5 V at 3 A (15 W) with just USB Type-C alone. However, with USB PD, you can support up to 20 V at 5 A (100 W) within the USB Type-C ecosystem.»

  8. Wikipedia — USB-C (si apre in una nuova scheda)

    «The receptacle features four power and four ground pins, two differential pairs (connected together on devices) for legacy USB 1 (1.5 and 12 Mbit/s half-duplex) and 2 (480 Mbit/s half-duplex) data, four shielded differential pairs for Enhanced SuperSpeed data (two transmit and two receive pairs), two Sideband Use (SBU) pins, and two Configuration Channel (CC) pins.»

  9. Texas Instruments — SLYY109B (si apre in una nuova scheda)

    «Unlike the D+/D– lines, you cannot simply short the common lines together, because that will create a stub. At USB 2.0 speeds, a stub is acceptable, but at USB 3.1 speeds, a stub degrades signal integrity too much.»

  10. Texas Instruments — SLYY109B (si apre in una nuova scheda)

    «Cable orientation is based on which CC line pulls down (if CC1 pulls down, the cable is not flipped; but if CC2 pulls down, the cable is flipped). For nonactive cables, the remaining CC line remains open; for active cables, the remaining CC line will pull down with Ra.»

  11. Texas Instruments — SLYY109B (si apre in una nuova scheda)

    «VCONN can power passive electronically marked or active cables (cables that support USB PD communication and provide a method for determining cable characteristics ) by switching 5 V onto the unused CC line (see the appendix).»

  12. Texas Instruments — SLYY109B (si apre in una nuova scheda)

    «When no device is attached, VBUS should sit at 0 V. The USB Type-C specification requires a source to discharge VBUS within 650 ms of a detached sink [1].»

  13. VESA — DisplayPort Alternate Mode on USB Type-C (si apre in una nuova scheda)

    «The DisplayPort Alt Mode repurposes some or all of the four existing SuperSpeed USB lanes to deliver full DisplayPort performance, and uses other signaling available in the USB Type-C connector for DisplayPort’s AUX channel and HPD (Hot Plug Detection) function.»

  14. VESA — DisplayPort Alternate Mode on USB Type-C (si apre in una nuova scheda)

    «Like USB, DisplayPort uses a packetized data structure and differential AC-Coupled signal “lanes” that carry high speed data with an embedded clock. This allows the same electrical circuits and cables to carry either SuperSpeed USB data, at up to 10 Gbps per lane, or DisplayPort, at up to 8.1 Gbps per lane, as defined in the new DisplayPort 1.3 Standard.»

  15. VESA — DisplayPort Alternate Mode on USB Type-C (si apre in una nuova scheda)

    «By leveraging USB Type-C’s flexibility, the DisplayPort Alt Mode can choose to transmit on just one or two of the four available lanes, so that the other two lanes can be used for SuperSpeed USB data at the same time.»

  16. VESA — DisplayPort Alt Mode 2.0 Specification (si apre in una nuova scheda)

    «With DisplayPort Alt Mode, the USB-C connector can transmit up to 80 Gigabits per second (Gbps) of DisplayPort video data utilizing all four high-speed lanes in the cable, or up to 40 Gbps with simultaneous SuperSpeed USB data delivery.»

  17. VESA — DisplayPort Alt Mode 2.0 Specification (si apre in una nuova scheda)

    «Featuring the highly efficient 128b/132b channel coding shared with USB4, DisplayPort 2.0 delivers a maximum payload of 77.37 Gbps across four lanes (up to 19.34 Gbps per lane)—supporting ultra-high display performance configurations such as an 8K (7680×4320) display with 60 Hz refresh rate with full-color 30 bpp 4:4:4 HDR resolution uncompressed, and 16K (15360×8640) 60 Hz display with 30 bpp 4:4:4 HDR resolution with compression.»

  18. Intel / Thunderbolt Technology — Thunderbolt 3: The USB-C That Does It All (si apre in una nuova scheda)

    «Bi-directional, dual-protocol (PCI Express and DisplayPort) 4 lanes of PCI Express Gen 3 8 lanes of DisplayPort 1.2 (HBR2 and MST) Supports two 4K displays (4096 x 2160 30bpp @ 60 Hz)»

  19. Texas Instruments — SLYY109B (si apre in una nuova scheda)

    «Even if USB PD power levels are not required, you must include a USB PD PHY and USB PD manager to support Alternate Mode because it is negotiated the same way as USB PD – a vendor-defined message over the CC line.»

  20. USB Promoter Group — USB Power Delivery 3.1 Announcement, 26 May 2021 (si apre in una nuova scheda)

    «A choice of three new fixed voltages: 28V (above 100W), 36V (above 140W) and 48V (above 180W) joining previously defined 5V, 9V, 15V and 20V fixed voltages.»

  21. USB Promoter Group — USB Power Delivery 3.1 Announcement, 26 May 2021 (si apre in una nuova scheda)

    «“With the new capabilities of USB Power Delivery 3.1, we now enable higher power products such as larger notebook PCs to shift from traditional power connectors to USB Type-C,” said Brad Saunders, USB Promoter Group Chairman.»

  22. USB Implementers Forum — USB Charger (USB Power Delivery) (si apre in una nuova scheda)

    «Power direction is no longer fixed. This enables the product with the power (Host or Peripheral) to provide the power.»

  23. European Commission — EU common charger rules, 28 Dec 2024 (si apre in una nuova scheda)

    «From 28 December 2024, the rules apply to mobile phones, tablets, digital cameras, headphones, headsets, videogame consoles, portable speakers, e-readers, keyboards, mice, portable navigation systems and earbuds sold in the EU. From 28 April 2026, they will also apply to laptops.»

  24. USB Implementers Forum — Marketing Name Guidance, Jan 2023 (si apre in una nuova scheda)

    «USB-C® to USB-C® Cables • USB 80Gbps / [60W / 240W] • USB 40Gbps / [60W / 240W] • USB 20Gbps / [60W / 240W] • USB 5Gbps / [60W / 240W] • Hi-Speed USB / [60W / 240W]»